Haiti, gli hotel dei rapimenti
E? durato meno di 24 ore, il rapimento di Gigliola Martino, la sessantacinquenne italiana rapita venerd? a Port-au-Prince, Haiti. Come tutti i rapimenti ormai diventati consueti nello stato caraibico, ? stato un sequestro-lampo. E? stata rilasciata dopo venti ore di angoscia. Probabilmente l?hanno riconosciuta: suo cognato ? un medico molto noto alla popolazione haitiana, oltre che per essere preside della facolt? di Medicina dell?universit?, anche per aver curato centinaia di persone, gratuitamente, in quarant?anni di attivit?. E? stata detenuta ?in uno dei tanti Kidnapping Hotel?, come lei stessa li ha definiti parlando con l?italiano Francesco Fantoli, giornalista della tv di stato haitiana raggiunto da Libero ieri: l?albergo dei rapimenti, appartamenti dove sono tenuti sequestrati anche decine di persone insieme. ?Con me ce n?erano altri 15?, ha raccontato la commerciante, che da oltre 30 anni risiede nella capitale del Paese centroamericano con marito e due figli. Per Gigliola, non era la prima volta: ?gi? due anni fa?, ricorda Fantoli, ?fu rapita, ma quella volta i media non ne parlarono?. E se questa volta se l?? cavata senza un capello torto, l?altra volta ne usc? malconcia. La situazione a Haiti ? ormai fuori dal controllo delle autorit? locali, tanto che recentemente il capo del governo Gerard Latortue ha chiesto all?Onu di rivedere il mandato dei 6.700 caschi blu che operano nello Stato, ampliandone il numero. Sono pi? di un migliaio, infatti, i morti calcolati dal settembre scorso per le violenze e i disordini causati dagli scontro tra i sostenitori del presidente Aristide e i ribelli inquadrati in bande. Il 24 giugno le Nazioni Unite decideranno se prorogare la missione, ma intanto il comandante, un generale brasiliano, ha gi? fatto sapere che lui non rester? un giorno di pi?. In questo contesto, maturano ?pi? di dieci sequestri accertati ogni giorno?, ci spiega Fantoli, ?cui vanno aggiunti quelli che si risolvono senza che l?intervento delle autorit??. Tanto pi? che ?sembrano ormai evidenti le complicit? della polizia?. Rapiscono chiunque, visto che i ricchi li hanno rapiti gi? tutti: ?le trattative partono da 2-300mila dollari, per concludersi anche sui 5mila?, ma con sempre maggiore frequenza ?si viene a sapere di casi conclusi con il pagamento di 50-100 dollari?. La capitale Port-au-Prince ? il teatro del maggior numero dei sequestri che sono ormai ?un metodo tremendamente veloce per recuperare denaro?, riferisce suor Anna la missionaria che da oltre 50 anni assiste i bambini di strada. Uno di questi qualche giorno fa ? stato rapito mentre giocava, da una di queste bande senza scrupoli. I parenti del piccolo non avevano dollari per il riscatto E al bambino sono stati cavati gli occhi.
[da Libero]
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