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L'affido e i guasti dei tribunali per i minori

Pubblicato su da Antonio

Pubblico un intervento che mi ha mandato la signora Giuseppina Rubino: si firma «una mamma affidataria». Mi sembra apra utilmente un dibattito sul tema dell'affido dei minorenni e getti il sasso nello stagno delle decisioni dei tribunali per i minorenni: di alcune, scandalose, talvolta abbiamo notizia sui giornali. Parlarne, raccontare la propria esperienza non può che far bene.

Vorrei dire qualcosa sulla giustizia e sui tribunali per i minorenni. Considerazioni tristi sulla giustizia italiana. Bambino maltrattatoTutti sono stati testimoni della sarabanda di notizie, indiscrezioni, interviste televisive e tutto quanto di più quando alcuni magistrati sono stati toccati in merito a inchieste politiche. Pro e contro, ma sostanzialmente una difesa della indipendenza e della intoccabilità della magistratura. Quanto silenzio invece ora sulle omissioni e sugli errori nel caso dei bambini di Gravina di Puglia. Mi riferisco ai due fratellini scomparsi, la cui morte sembra essere stata provocata dal padre. Padre conosciuto come un violento, di cui i bambini avevano paura e che era stato già denunciato dalla madre dei piccoli e da sua figlia per molestie sessuali. Ma il tribunale evidentemente ha ritenuto di non credere a una donna semplice, magari poco colta, che aveva il solo torto di cercare di difendere i figli. Non può credere a una figlia che denuncia il padre. Quale è stato il criterio con cui i bambini sono stati affidati al padre? Perché non si tiene conto del parere dei piccoli, non li si ascolta? Verrebbe da dire che i presidenti dei tribunali non hanno mai avuto figli o non li hanno mai ascoltati, forse troppo impegnati nella loro professione per poter capire, conoscere e apprezzare i ragionamenti dei bambini. Mi domando: ma questi giudici non provano mai imbarazzo per le loro scelte quando emerge una palese violazione del buon senso e della giustizia? Se non ricordo male era stato votato un referendum sulla responsabilità dei giudici: perché sono i soli a non dover mai rendere conto del proprio operato, se non all’interno del loro sistema? Chi tutela i bambini dagli errori del tribunale dei minori? Chi tutela i minori dalla debolezza psichica indotta del genitore non affidatario? Chi si prende carico del controllo della situazione minorile dopo la separazione dei genitori? Chi segue psicologicamente la famiglia prima che arrivi alla separazione? Conosco per esperienza personale il tribunale che ha emesso il decreto sui bambini di Gravina. Anni fa hanno fatto delle cose veramente assurde, su una bambina avuta da me in affido e poi tolta. Era il 1998 o il 1999: è stato emesso un decreto con cui 3 fratellini della provincia di Foggia, da molti anni lasciati in istituto di suore, dall’oggi al domani, dietro segnalazioni dell’assistente sociale, sono stati affidati nuovamente alla mamma, a Milano. Risultato? Dopo circa 3 mesi,il più piccolo è scappato ed è stato ritrovato sulla tangenziale di Milano dalla Polstrada: era solo e aveva uno zaino addosso, scappava via per tornare da quella che lui considerava la SUA vera mamma: «la suora». È tornato in istituto con suo fratello maggiore e - mi risulta, ma non ne sono sicura - si trova ancora lì. Dov’erano gli assistenti sociali quando non si accorsero di quella mamma, sempre in Puglia, che lasciò che sua figlia di soli nove mesi morisse per deperimento? Nemmeno l’aveva fatta vaccinare. Gli assistenti sociali avevano bussato alla porta di casa della donna, ma inutilmente. Se ne andavano via convinti che aver provato a bussare avesse esaurito la propria responsabilità e il proprio compito. È ora che si inizi veramente a far luce sulle scelte di tribunali e assistenti sociali. I bambini spesso sembrano essere solo carte per loro. Grazie e con molta amarezza…

Giuseppina Rubino Una mamma affidataria
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