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Juba, il cecchino misterioso e infallibile che sta decimando i marines

Pubblicato su da Antonio

un cecchinoDi marine, ne ha freddati almeno un paio, e feriti altri sei. Secondo qualcun altro, sarebbero almeno dieci i militari americani che avrebbe abbattuto. Ha un nome, il cecchino terrore delle forze Usa schierate in Iraq: lo chiamano Juba, i marine. Gli hanno dato un nome, ma non ancora un volto. Spara un colpo solo, uno per volta, mai un secondo colpo esploso verso lo stesso obiettivo per non dare tempo per essere individuato. Colpire e fuggire. ? comparso a febbraio scorso a scomodare le missioni e il riposo dei marine: ?Ogni volta che finiamo il turno sono sicuro che tutti pensano a lui?, ha ammesso al Guardian un tiratore scelto americano, Travis Burress, per il quale Juba ? ormai ?una minaccia seria?. Le forze americane non sanno nulla di lui, se non che l?hanno ?visto? operare nella zona meridionale di Bagdad: non conoscono il suo aspetto, la sua nazionalit?. Ne conoscono solo l?abilit?, la mira. E la temono. ? freddo, si apposta anche da 200 metri di distanza ha gi? colpito con ?un colpo perfetto?, al millimetro, racconta il comandante di uno dei battaglioni Usa, il colonnello Kevin Farrell: ?una volta ha colpito la spina dorsale?. ? paziente, Juba, sa come e quando colpire. Entra in azione quando i militari terminano il loro turno o contro i soldati assegnati alla torretta dei mezzi Humvee, veicoli corazzati da ricognizione, e mira alle parti del corpo non coperte dal giubbotto antiproiettile. Spara e sparisce. E i soldati lo temono al punto da mitizzarlo, in negativo s?intende, e attribuire al suo grilletto i migliori colpi sotto cui hanno visto cadere un loro compagno. un tiratore scelto americano ?Abbiamo messo a punto strategie diverse per cercare di catturarlo?, confessa l?ufficiale al giornale inglese, ma ? molto ben addestrato e molto paziente?. E come detto, non concede mai un bis di quel sibilo fatale che fende l?aria prima che un corpo cada, quando va bene solo ferito. Vengono in mente le immagini del capolavoro bellico di Stanley Kubrick, Full Metal Jacket, che si chiude con il giovane ?nato per uccidere? (ma con la bandiera della pace appiccicata sull?elmetto), che spara finalmente al cecchino, a un cecchino donna. Era il Vietnam. E vengono in mente le parole di Ayman al Zawahiri, braccio destro di Osama bin Laden, nel video trasmesso ieri l?altro da al Jazeera. Troppo recenti le sue minacce agli Usa per averle gi? rimosse: ?Quello che avete visto a New York, a Washington e in Afghanistan, ? solo l?inizio. Se andate avanti con la stessa politica ostile vedrete qualcosa che vi far? dimenticare gli orrori che avete visto in Vietnam?. E certamente, quelle immagini di sangue nel Vietnam e queste parole di sangue di oggi ripassano davanti agli occhi dei soldati. Che hanno paura, prima che fame e sete e fiato. Ora, spiega il Guardian, le forze Usa temono che Juba possa diventare un eroe della resistenza irachena, e mancherebbe solo quello. Mancherebbe solo che le guerriglie irachene lo acclamassero, lo ereggessero a simbolo di quelli che riescono a colpire solo gli americani, e sono i ?ribelli buoni?, da quegli altri, i ?cattivi?, che per colpire un americano colpiscono i civili. E che importa se sono anche bambini, figli delle loro donne.

[da Libero]

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