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Berlusconi spodestato: il Paperone è Benetton

Pubblicato su da Antonio

Silvio Berlusconi Piazza Affari, agosto 2004, foto di gruppo dei Paperoni. Silvio Berlusconi (Sua emittenza, come usava chiamarlo un secolo fa) svettava sui tacchi dei 7 miliardi e 200 milioni di euro di capitalizzazioni in Borsa. La bandana era pi? alta del ciuffo canuto di Luciano Benetton che con i suoi tre fratelli riuniti in Edizione Holding controllava una ricchezza pari a 6,6 miliardi. Stessa posa, un anno dopo: Luciano spicca impettito per guardare dall?alto il ciuffo posticcio del presidente del Consiglio. Con i valori dei due che risultano grosso modo invertiti: 6,7 miliardi per Silvio, 7,52 per Luciano e famiglia. Lo scatto fotografico ? di Milano Finanza che oggi pubblica la graduatoria che vedete qui a lato. Le novit? in realt? non si limitano al duo Berlusconi-Benetton, ma certo questo scavalco ? la notizia, se si scorre l?almanacco degli ultimi 9 anni nei quali le pellicole tenevano impresse sempre lui, Silvio, in cima. Nel 1996, quando piazz? le sue insegne sullo scranno pi? alto dei possidenti della Borsa italiana, sotto di lui c?erano nomi che oggi non ci sono pi?: Agnelli, per dirne uno, o Tanzi per fare due. Da allora a oggi resiste sul podio solo il patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio che negli ultimi 12 mesi ha visto le sue capitalizzazioni apprezzarsi del 42%. Gli altri posti di rilievo sono occupati da Gianfelice Rocca (Sirti, Tenaris, Impregilo) cresciuto con una percentuale a 3 cifre come molti tra i primi dieci, e Ernesto Bertarelli abituato a respirare il vento in testa d?albero anche grazia alla Coppa America vinta nel 2003. Citazioni d?onore spettano Diego Della Valle (1,73 miliardi, pi? del doppio del 2004), Francesco Gaetano Caltagirone, (nono posto per il ?suocero? di Casini), e Carlo De Benedetti che precede per una incollatura il figlio del leader libico Gheddafi, Mohammed, che da anni ha una tenda di famiglia picchettata in piazza Affari. Ma la classifica iridata 2005 verr? ricordata anche per un altro dato di rilievo: l?ingresso a pieno titolo di nuovi big della finanza fino a soli due anni fa letteralmente sconociuti. Sono gli esponenti di quella che vien chiamata Razza Mattona, gli immobiliaristi Stefano Ricucci dodicesimo, Luigi Zunino ventunesimo, e Danilo Coppola ventiduesimo. Il valore delle loro azioni rispetto all?anno scorso ? cresciuto con percentuali da vertigine: +228% per Zunino, +290% per Coppola, fino al capogiro targato di mister Magiste che supera il 496%. Il marito di Anna Falchi detiene direttamente o meno 1,46 miliardi di euro contro i 246 milioni che aveva nel 2004: in questi dodici mesi ha ceduto s?, la sua quota in Bnl, ma ha aumentato notevolmente quella in Rcs e ne ha aggiunte altre, soprattutto tramite la finanziaria Hopa. Zunino si ? arrampicato dal trentaquattresimo posto allo scalino di quest?anno grazie al valore quasi raddoppiato della sua Risanamento, alla quale affianca una quota in Mediobanca. Coppola, infine, ? quello che ha scalato di pi? la classifica dove occupava il quarantunesimo posto: merito degli investimenti in Ipi, Antonveneta, Bnl e ancora Mediobanca. E proprio dagli ?apprezzamenti? viene l?altra notizia. Berlusconi, torniamo a lui, ? l?unico dei primi trenta la cui presenza in Borsa mostra una variazione con il segno meno (accanto a Vittorio Merloni che per? ? molto pi? gi? nella lista). Il quibus del patron di Mediaset ? -6,16 per cento rispetto all?anno scorso. E questo malgrado tutto il listino italiano abbia beneficiato di un generale apprezzamento salendo di circa il 32% complessivamente. Il motivo della d?b?cle berlusconiana in realt? non ? in un impoverimento delle tasche del premier, per carit?. ? dovuto alla cessione della sua quota in Mediaset alleggerita di circa il 17%. Pu? contare ancora su partecipazioni ancora rilevantissime, per?, evidentemente: in Mediolanum, Mondadori, Aedes e la gi? citata Hopa. Ha insomma di che consolarsi. E magari pensare al modo per riguadagnare, e in fretta, la palma sotto la quale s?era fatto ombra nell?ultimo decennio.

[da Libero]

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