«La Rai e Mediaset? Vendono droga...»
?Rai e Mediaset vendono droga?. Le espressioni sono colorite, come la carnagione. Le une e l?altra tradiscono l?origine e la ?passione mediterranea? di Luca Montrone, patron del gruppo Telenorba, prima tv locale secondo l?Auditel, ma con ambizioni ancora tutte da coltivare. Incontriamo l?ingegnere a poche settimane dal restyling del brand che ha portato a nuovi loghi, nuove grafiche, nuovi studi per le emittenti del gruppo: la prima, Telenorba (TN7), e la seconda Tele2 che da qualche mese si chiama Telenorba8. Da Conversano, nel sud-est barese conduce da anni le sue due battaglie per ?un maggiore pluralismo di informazione e lo sviluppo dell?economia del Paese e soprattutto del Mezzogiorno?. Battaglie che hanno un unico nemico: l?asse Viale Mazzini-Cologno Monzese.
Di quale droga parla?
?Quando Rai e Mediaset propongono ai clienti medio-piccoli campagne pubblicitarie per 100 o 500 milioni di lire, sanno benissimo che stanno vendendo droga, e la vendono?.
Si spieghi.
?Vendono qualcosa che fa star bene subito e poi fa stare peggio di prima. L?azienda che ha investito su di loro, ritorno concreto in termini di maggiori vendite non ne ha. Ma l?imprenditore si ? visto in tv, hanno telefonato gli amici per dirgli di aver visto il suo spot. Lui si sente bene. Dopodich? la gente non vedendo pi? la sua pubblicit? dimentica, e l?imprenditore ha solo buttato dei soldi?.
Vuole dire che investire sulle reti nazionali ? un inutile spreco di risorse?
?Certo, una campagna nazionale se non supera i 2 o 3 miliardi (di lire, ndr) ? uno spreco perch? non crea memorizzazione dello spot. Se non c?? quantit?, non c?? memorizzazione. Posso farle un esempio??.
Prego.
?Il cliente Divella, prima di arrivare a Mediaset e Rai, era su Telenorba. Ora fa pubblicit? locale e nazionale. Divella dice che se non ci fosse stata Telenorba non sarebbe mai diventato ci? che ? oggi. Solo il 27% delle pmi ha il prodotto diffuso in tutta Italia e quindi pu? avere interesse a una pubblicit? nazionale. Il resto copre al massimo la met? del territorio: se spende per una campagna nazionale, avr? investito risorse su un territorio che lo riguarda solo in parte?.
Insomma le pmi devono pianificare la comunicazione solo su di voi?
?Dico che c?? bisogno di pensare finalmente a una sinergia tra reti nazionali e tv locali. Prima che le aziende piccole possano investire sul nazionale devono crescere, e possono crescere solo con noi. Poi certamente diventeranno clienti delle concessionarie nazionali. Oggi, le piccole e medie imprese rappresentano il 70,2% del prodotto interno lordo, mentre le tv locali incidono sul mercato solo per il 7%. E sul digitale andr? ancora peggio?.
Perch? peggio?
?Noi abbiamo sempre detto che la legge Gasparri ? una grande sventura per il Paese perch? nel momento in cui si opera nel digitale quella legge anzich? agevolarci, come hanno voluto farci credere, crea una ulteriore concentrazione. ? in atto un processo di accaparramento delle frequenze da parte degli operatori privati nazionali, Mediaset innanzitutto, seguita dall?Espresso-Rete A e Telecom Italia Media (con La7, Mtv e Elefante). Pu? andare solo peggio di cos??.
E il gruppo Telenorba?
?Noi abbiamo comprato due bouquet: entro un paio di mesi avremo una copertura di Puglia, Basilicata e Molise intorno al 90% con il primo, e con l?altro intorno al 50%. Siamo l?unica televisione locale che ha investito sul digitale. Gli altri si stanno preoccupando di vendere frequenze, anzich? acquistare?.
Crede che il futuro sia nel digitale terrestre o sta soltanto mettendo un cappello su quelle frequenze?
?Secondo una stima del Sole-24 Ore, nel 2005 l?11,7% delle abitazioni italiane ? collegato al Dtt e il 16,3% al satellitare. Nel 2006, si avr? il 18,6% per il satellite e il 18,1% per il Dtt: cio? siamo alla vigilia del sorpasso. Nel 2010 ? previsto il raddoppio del terrestre (57,4%) rispetto al satellitare (24,4%). Non solo il solo a dire che non c?? futuro per il satellite, anche perch? la qualit? del Dtt ? di molto superiore. Ma non ? solo questo?.
E cos?altro?
?Il Dtt consente l?interattivit?. Ora ? allo studio il progetto di una scheda che collegata al telefonino anzich? al doppino telefonico consentir? di migliorare l?interattivit?. Noi stiamo investendo molto sul Multimedia Home Platform, il corrispondente dell?attuale teletext ma in digitale. Sull?Mhp realizzeremo un vero e proprio centro servizi interattivo nel quale il spettatore trover? una serie di utilit? concrete per la vita di tutti i giorni?.
Cosa sta trasmettendo sui suoi canali Dtt?
?Per ora solo i programmi dell?analogico ma entro un mese cominceranno le trasmissioni vere e proprie di 4 canali tv e due canali radiofonici, Radionorba, Radionorba Music. Stiamo perfezionando i palinsesti, facendo ulteriori investimenti nell?informazione: il digitale ? soprattutto contenuti?.
Tra poco partir? il vostro accordo con Agr, l?agenzia di stampa del gruppo Rcs che vi garantir? tg nazionali.
?S?, ma contiamo di investire soprattutto in informazione locale come ? nostra tradizione. Ci piacerebbe spendere ancora pi? risorse, ma se le risorse pubblicitarie restano concentrate su Rai e Mediaset, ? inutile: ? inutile avere un?auto pi? potente se manca sempre la benzina. Crede che La7 non abbia capitali per poter realizzare palinsesti da sogno??.
Risponda lei.
?Si ? messa in posizione di attesa: sono una grande azienda ma in una situazione di grande concentrazione come questa??.
Il problema sta tutto nella Gasparri?
?Sono anni che viviamo questa fase di stallo: oggi ? difficile trovare un politico tecnico, come ? difficile trovare il politico puro. Per cui oggi al massimo si trovano bravi pianisti che vanno alla Camera solo per votare a comando. Aspettiamo che qualcuno capisca che lo sviluppo del Paese passa attraverso la crescita delle nostre piccole e medie imprese, e non c?? crescita per queste se non attraverso una comunicazione sulle tv locali?.
[da .Com]
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