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Fortuna che ci pensano i sindaci (del Pd) a mettere in riga Vendola

Pubblicato su da Antonio

Chissà in quali condizioni sarebbe la Puglia se non ci pensassero i sindaci (di centrosinistra) a riportare lo stimato governatore coi piedi per terra. Quello che più di tutti riesce a mettere in riga Nichi Vendola è il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano. L'ultima schermaglia tra i due eterni fratelli-coltelli della politica barese riguarda la tariffa dell'acqua, la penultima gli sprechi di fondi europei nel settore cultura.

Lo scontro tra i due è diventato permanente effettivo quando il presidente ha provato a scaricare sull'ex Pm barese la responsabilità della scelta di Alberto Tedesco come assessore alla Sanità: oggi che sul senatore pd pende a Palazzo Madama una richiesta di custodia cautelare, Nichi finge di non sapere che Michi avrebbe preferito che il dalemiano occupasse un assessorato diverso, visto il conflitto di interessi legato agli affari di famiglia in protesi. È stato così che Emiliano ha capito che di Vendola, proprio non ci si può fidare.

Prendi l'acqua, per esempio. Il governatore si spende per i "sì" ai referendum; il giorno dopo il plebiscito, trasforma la Spa dell'Acquedotto pugliese in ente pubblico; due giorni dopo, chiede di mettere da parte la demagogia (lui) e chiarisce che la tariffa non calerà neppure di un punto, altro che il 7% di remunerazione del capitale investito abrogato dal voto. Ci ha pensato il sindaco di Bari a fare giustizia: da presidente dell'Ato, organo cui spetta la determinazione del costo dell'oro blu, ha mandato a dire che se Aqp non è più una Spa non può avere un utile di 32 milioni, somma che ora va convertita in uno sconto in bolletta per garantire il «quantitativo minimo vitale» ai meno abbienti.

Prendi Foggia. Giornali e tv nazionali hanno descritto il capoluogo dauno come una riedizione pugliese del caos napoletano, rifiuti per strada, cassonetti pieni, monnezza data alle fiamme e tutto l'armamentario di allarmi più o meno attendibili di rischio epidemie. Ci sono voluti tre mesi perché la giunta decidesse di deliberare un provvedimento-tampone, ed è stato il sindaco (di centrosinistra) Gianni Mongelli a costringere Vendola al beau geste, dopo aver rivelato che da due mesi in Regione pende un progetto del Comune per ottenere finanziamenti utili a risolvere l'emergenza. Vendola s'è dovuto stringere nelle spalle: «Dateci il tempo di valutarlo», ha balbettato. Campa cavallo.

È che in Puglia non c'è un solo dato che porta il segno positivo del passaggio vendoliano: i sindaci (prim'ancora che i cittadini) ne avvertono il peso sulle proprie spalle e sono i più refrattari a farsi incantare dal parolaio di Terlizzi. Perché, come insegnava il filosofo cinese Lao Tzu, «gli uomini che sanno troppo sono difficili a governarsi».

© Tiscali notizie

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