Brutta pagella, genitori picchiano il preside
BARI Meno di un mese fa l’aggressione, verbale, di alcuni genitori infastiditi dal “sequestro†dei cellulari dei loro figli durante le ore di lezione. Ieri dalle parole si è passati alle vie di fatto, spintoni, schiaffi, calci, e dieci giorni di prognosi. Teatro dell’accaduto un istituto scolastico del San Paolo di Bari, quartiere popolare ad alta densità criminale. Il malcapitato è il preside, Ugo Castorina, che da 22 anni guida la scuola media “Lombardiâ€. Singolare la sua storia: ex prete ora spostato, ha insegnato all’istituto dei salesianiâ€San Domenico Savio†di Messina. Ieri mattina, mentre i ragazzi cominciavano a entrare nelle aule dopo il suono della campanella per l’inizio delle lezioni, il padre e il nonno di una alunna, tra le più discole e con una pagella zeppa di voti negativi, si sono presentati a scuola e hanno preteso di essere ricevuti all’istante dal dirigente scolastico. Alla richiesta di Castorina di attendere che l’ingresso dei ragazzi si fosse completato, i due lo hanno spintonato e preso a schiaffi. Uno dei due ha anche tentato di prenderlo a calci: solo l’intervento di alcuni docenti e dei bidelli ha evitato il peggio. Il preside, dopo essere stato ascoltato dai carabinieri che indagano sull’accaduto, è ricorso alle cure dei sanitari che gli hanno riscontrato ferite guaribili in dieci giorni. «Io normalmente mi metto in fondo al corridoio per seguire l’ingresso degli alunni al mattino e così faccio all’uscita – racconta Castorina – Quando ho visto arrivare i due uomini, che peraltro a scuola non avevamo mai visto, ho chiesto loro di attendere qualche minuto. È bastato questo per farli reagire con quella violenza. Mentre stavano arrivando i militari sono scappati gridandomi: ti uccideremo». Il 10 febbraio scorso, la “Lombardi†era finita di nuovo sui giornale per un altro caso di aggressione. Scatenata quella volta dalla decisione del Consiglio d’istituto di vietare l’uso dei cellulari in classe: Castorina era stato strattonato da alcuni genitori fuori dal cancello della scuola. In quella circostanza la ‘sommossa’ fu sedata dall’intervento di una pattuglia della polizia. Gli agenti chiesero però il documento di identità al preside anziché ai genitori, meritandosi il rifiuto stizzito del docente: «Mi è sembrato di essere umiliato davanti a tutti – ricorda Castorina – così ho presentato un esposto al ministero e al questore di Bari per protestare anche formalmente ». Il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni e il sindaco Michele Emiliano hanno espresso la loro solidarietà al docente: «In Italia c’è una vera e propria emergenza del vivere civile – ha detto il titolare del dicastero di viale Trastevere – è intollerabile che i protagonisti dell’aggressione siano stati dei genitori, primo livello educativo della nostra società . Per questo dico che è una emergenza che riguarda tutti, operatori della scuola, famiglie e mass media». «Il bullismo e atti di violenza come questi – ha aggiunto Fioroni – sono un fenomeno di fronte al quale ciascuno deve assumersi la propria parte di responsabilità perché si tratta di un problema del Paese, certo non solo della scuola». L’episodio non ha cambiato i programmi del preside-coraggio, che nel pomeriggio di ieri è andato a Lecce per ritirare a nome della scuola un premio per alcuni progetti educativi finanziati dall’Unione europea. «Non si può cedere alle minacce – conferma il preside a Libero – gli insegnanti e io andremo avanti per la nostra strada, per il bene di questi ragazzi, consapevoli che questo è un lavoro difficile ma forti del fatto che la legalità e il rispetto delle regole sono la prima cosa che una famiglia e la scuola devono insegnare ai ragazzi».
© Libero del 4 marzo 2007
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