Sinistra famelica: fuori i nomi
A un anno e mezzo dal varo della Finanziaria 2007 che prevedeva maggiore trasparenza per le Regioni e gli enti locali nell’affidamento di consulenze e incarichi esterni, la Regione fa un primo timidissimo passo pubblicando una minima parte dei nomi e degli importi delle centinaia (migliaia?) di “beneficiatiâ€: i 74 ‘esperti’ assoldati dalla giunta di Nichi Vendola e pubblicati in una pagina del sito web istituzionale della Regione non sono che una goccia nel mare degli incarichi distribuiti dal governatore e dai suoi assessori. Per loro spendiamo in un anno quasi 1,8 milioni di euro. Facendo una media matematica, il compenso di ciascuno dei consulenti sarebbe intorno ai 24mila euro (lordi, va da sé). La realtà però è come nel più classico degli esempi di scuola: i due amici al ristorante, dei quali uno mangia due polli e l’altro niente. La media fa uno a testa, mentendo sulla ingordigia dell’uno e sul digiuno dell’altro. Nel nostro caso siamo di fronte a incarichi che hanno durata variabile dai due ai dodici mesi, quindi anche qui l’importo medio mente. La Finanziaria ha previsto l’obbligo di comunicare attraverso i siti istituzionali di enti pubblici e società a capitale controllato dal ‘pubblico’ nomi e compensi dei consulenti. Vendola, facendone pubblicare appena 74, fa come volesse lavarsi la coscienza: come ha notato il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Rocco Palese, in quell’elenco mancano settori interi dell’amministrazione regionale, dall’Urbanistica ai Lavori pubblici, all’Agricoltura (si veda pagina 12). E che cosa dire poi delle agenzie regionali come l’Arpa (ambiente) o l’Ares (sanità ), o ancora Tecnopolis e Aqp? Le pagine internet tacciono, omettono. Per avere una idea della spesa (dello spreco?) che queste consulenze comportano basta spulciare un po’: l’Agenzia per l’innovazione (Arti), presieduta da Gianfranco Viesti, ha arruolato 101 consulenti per 882mila euro totali nel 2007, che diventano 186 nell’anno in corso con una spesa di ulteriori 566mila euro. È ora di pretendere che Nichi Vendola e compagni vuotino il sacco e se proprio non riescono a fare a meno di questo esercito di favoriti, che almeno dicano ai pugliesi quanto esce dalle casse regionali per questo clientelare capitolo di spese. Chiediamo troppo? No, troppo poco. A proposito, la Legge finanziaria del Governo Prodi prevedeva una sanzione di 10mila euro per chi non avesse adempiuto all’obbligo della “pubblicità †delle consulenze. Come se non bastasse il danno degli sprechi, rischiamo di dover aggiungere anche la beffa della multa.
© Puglia d’oggi del 10 giugno 2008
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