La Chiesa mette all'indice i vaccini
Il terreno ? quello scivoloso della morale. Scivoloso anche perch? il tema investe la ricerca nella sanit? e l?utilizzo di feti umani abortiti per la produzione di vaccini. Rimedi di ampia diffusione contro malattie come la rosolia, l?epatite A o la varicella sono sviluppati con ?ceppi di virus ottenuti partendo da tessuti di feti umani volontariamente abortiti?. Su questo si ? espressa la Pontificia academia pro vita, presieduta da monsignor Elio Sgreccia. Che ha detto chiaro e tondo che ?? moralmente illecita la preparazione, distribuzione e commercializzazione? di vaccini realizzati grazie all?impiego di quel materiale biologico di origine fetale. Di pi?: ?ai fedeli e ai cittadini di retta coscienza (padri famiglia, medici eccetera)?, si legge nel documento della Pav, ?spetta di opporsi, anche con l?obiezione di coscienza? a questi ?attentati contro la vita e alla cultura della morte che li sostiene?. Il documento ? l?esito di uno studio che l?allora cardinale Joseph Ratzinger nel 2003 chiese per conto della Congregazione per la dottrina della fede che presiedeva. Dopo l?epidemia di rosolia negli Usa agli inizi degli anni '90, riacutizzata nel 2000, e le conseguenti misure campagne di vaccinazione diffusa, l?associazione ?Children of God for Life? pose a Ratzinger il problema della opportunit? per i cattolici di opporre l?obiezione di coscienza alla obbligatoriet? della vaccinazione. L?Academia ha risposto dopo due anni di studio con questo ?parere?, facendo in qualche modo uscire allo scoperto un dibattito etico che finora era stato relegato all?ambito scientifico. Con posizioni articolate, riassunte da un lavoro di Angel Rodr?guez Lu?o, che sar? pubblicato oggi su Medicina e Morale, la rivista di bioetica della Universit? del Sacro Cuore di Roma. Contro rosolia e epatite A, spiega Lu?o, ?sono stati sviluppati vaccini nella cui preparazione non sono state utilizzate cellule procedenti da feti abortiti?. Il punto ? che non sono stati ancora autorizzati dalla Food and Drug Administration, e cos? ?sono poco presenti sul mercato mondiale?. L?unica malattia per cui non esiste ?un vaccino libero da ogni connessione con l?aborto ? la varicella?. Per tutte le altre, deve essere richiesto l?uso di questi vaccini senza implicazioni morali. Da qui, secondo il docente, deriva per medici e genitori ?il dovere etico di ricorrere ai vaccini alternativi, esercitando ogni pressione sulle autorit? politiche e sui sistemi sanitari affinch? siano disponibili vaccini senza problemi morali?. Certo, chiarisce la Pontificia academia, se mancano valide alternative scientifiche, i genitori possono utilizzare i vaccini ?incriminati?, e l?atto sarebbe moralmente giustificato dall??extrema ratio di provvedere al bene dei propri figli?. Ma non devono usarli in maniera ?pacifica?, per?: hanno il ?dovere morale di rendere difficile la vita alle industrie farmaceutiche che agiscono senza scrupoli etici?. E ancora, devono esercitare pressione sulle autorit? sanitarie ?perch? altri vaccini senza problemi morali siano presto disponibili?. Sui governi, secondo la Chiesa, pesa una ?grave responsabilit? morale?. Di cui devono rispondere.
[da Libero]
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