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Beni mafiosi sequestrati, Maroni rilancia proposta Agenzia

Pubblicato su da Antonio

Sarà discussa «nel prossimo Consiglio dei ministri, previsto per giovedì a Reggio Calabria», la proposta di istituzione di una Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Lo ha annunciato il ministro degli Interni, Roberto Maroni, al termine della riunione del Tavolo tecnico di contrasto alla criminalità organizzata per le province di Bari e Foggia.

«Oltre all'evoluzione delle iniziative di contrasto alla criminalità organizzata e alla immigrazione clandestina – ha spiegato Maroni – oggi abbiamo valutato anche le questioni connesse alla regolarità dei rapporti di lavoro, con particolare riferimento alle attività che si svolgono in agricoltura, nelle quali sono utilizzati lavoratori che spesso non sono in regola e sono immigrati». Per questo il «Desk è stato integrato con la partecipazione di chi si occupa di monitoraggio e verifica dei rapporti di lavoro presso il ministero del Welfare – ha aggiunto – per migliorare le attività di contrasto alla immigrazione clandestina e al lavoro nero». L'obiettivo è «coordinare le attività del ministero degli Interni, del ministero del Lavoro e dell'autorità giudiziaria per dare una risposta ancora più efficace nel contrasto alla criminalità e al lavoro irregolare».

«La riunione è stata molto utile – ha detto il ministro – anche perché sono venute fuori alcune proposte che valuteremo per integrare il Piano straordinario contro le mafie che sarà discusso in Consiglio dei ministri giovedì». Tra queste, appunto, l'istituzione dell'Agenzia nazionale, «resa ancora più necessaria per il crescente numero dei beni sequestrati alla criminalità organizzata». È di oggi la notizia di una operazione compiuta in Sicilia, «che ha portato – ha ricordato il capo del Viminale – al sequestro di beni per un valore di 500 milioni in un colpo solo».

«Situazioni come quella di cui si è discusso stamattina a Prato – ha proseguito, riferendosi a quanto emerso durante la riunione di un "tavolo" analogo a quello convocato di Bari a proposito dei provvedimenti da prendere in relazione alla comunità cinese presente sul territorio della provincia toscana – non sono legate soltanto alla criminalità organizzata e non richiedono solo l'intervento delle forza dell'ordine: sono questioni generali che rischiano di trasformarsi in un grave problema di ordine pubblico, vedi Rosarno, ed è per questo che per prevenire e evitare che questo succeda occorre un intervento preventivo di tutti coloro che hanno interesse a farlo». In questo senso, «tavoli di lavoro come questo possono essere esportati in tutte le realtà simili».

«Anche se la legge prevede che il varo del decreto di riparto del Fondo unico per la giustizia dà tempo al Governo fino ad aprile – ha concluso Maroni – noi vogliamo bruciare i tempi, e nella riunione del Consiglio dei ministri di dopodomani prevediamo di fare un primo riparto. Attualmente il Fondo ha in dotazione un miliardo e mezzo di euro tra denaro contante e titoli».

© il Velino del 26 gennaio 2010

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