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E nel Pd pugliese si apre il fascicolo Emiliano

Pubblicato su da Antonio

Si conosceranno soltanto in serata i risultati definitivi delle primarie pugliesi del centrosinistra. Tuttavia due dati sono chiari al punto da essere indiscutibili: la vittoria schiacciante di Nichi Vendola su Francesco Boccia, ma soprattutto il risultato deludente del Pd nel capoluogo. Se il presidente uscente della Regione ci scherza su («A Bari città ho ottenuto l'82%? Lo so, abbiamo esagerato, faccio autocritica»), il sindaco Michele Emiliano si spazientisce e intervistato da SkyTg24 pomeriggio sbotta: «Ora che il quadro in Puglia è chiarito, non capisco perché si debba andare a cercare colpevoli o responsabili proseguendo il congresso del Pd».

La verità è che nella città del presidente regionale il Partito democratico porta a casa il peggiore risultato regionale, con Boccia che si ferma otto o nove punti percentuali sotto la media. Ed è inevitabile che sotto la lente dei dalemiani alla prima occasione finirà il risultato barese, e sotto gli strali il rappresentante più autorevole del partito. Il capo di imputazione che pende sulla testa dell'ex Pm antimafia è diserzione.

Non è un mistero, infatti, lo scontento e il disappunto di Emiliano per come "Roma" ha condotto la partita che ha portato alla débâcle di ieri. Proprio ieri mattina lo ha messo nero su bianco in una lettera pubblicata su Facebook: il segretario regionale – ha scritto – mi ha candidato con un comunicato stampa senza prima consultarmi, mi hanno chiesto di candidarmi «a ogni costo per salvare l'alleanza con l'Udc», «ho precisato di essere a disposizione del mio partito, ma non al prezzo di dimettermi da sindaco». Questo tira-e-molla però è durato troppo: il tempo – ha proseguito – di far passare l'idea che «non vedessi l'ora di fare le scarpe a Nichi e di lasciare il Comune di Bari. Ma non è questa la verità».

Perché non si dicesse che da sindaco pd e da presidente regionale del partito si fosse disimpegnato, Emiliano ha presenziato a tutte le manifestazioni organizzate a sostegno di Boccia nel capoluogo, inclusa quella di venerdì sera in Fiera del Levante alla quale è intervenuto malgrado fosse febbricitante. Ha riunito gli esponenti della sua mozione (si è candidato con la lista "Semplicemente pugliesi" alle primarie regionali del Pd del 25 ottobre scorso, ndr) in una riunione durante la quale ha provato a difendersi dall'accusa di Nichi-cida vantandosi di aver difeso il governatore uscente nella puntata di Annozero del 1. ottobre durante la quale «Vendola è stato attaccato in maniera violenta». E ha perfino difeso D'Alema davanti alla platea ostile di chi non ha condiviso la scelta di voltare le spalle al presidente dopo una campagna elettorale per le primarie tutta basata sulla sua ricandidatura: «Sembra impossibile immaginare che Massimo ami qualcuno, ma in realtà spesso lo si rappresenta peggio di com'è», ha replicato dopo i complimenti dell'ex premier che lo aveva descritto come la «persona più credibile del centrosinistra pugliese».

Se questo basterà all'archiviazione del suo fascicolo è presto per dirlo. Emiliano ha l'alibi dei troppi esponenti di area franceschiniana che proprio a Bari hanno fatto il proprio endorsement in favore di Vendola, prime fra tutte le deputate Cinzia Capano e Giusy Servodio. E comunque, alla resa dei conti avrà sempre modo di far valere il peso di una amministrazione comunale del capoluogo di cui l'Udc fa parte: se il candidato anti-Vendola fosse stato lui, forse oggi il centrosinistra starebbe celebrando la vittoria di un candidato diverso e a Roma ci sarebbe una gatta da pelare in meno. Per cui – ha mandato a dire – per ora «ci lascino lavorare in pace per le regionali».

© il Velino del 25 gennaio 2010

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