Servizio 118, a Milano 28 ambulanze, a Bari 7, solo 5 a Torino
Ma se Roma piange, il resto d?Italia non ride. E a fronte di una normativa nazionale che risale al 1992, con il primo di una serie di atti ?di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza?, la attivazione del servizio 118 non ? stata ancora completata e non ? ancora funzionante ed efficiente su tutto il territorio nazionale. In Puglia solo per dire di una Regione, ci son voluti 10 anni e lo sprone della magistratura che apr? una inchiesta, perch? fosse avviata la sperimentazione del servizio e poi attivato completamente il numero unico nazionale per le chiamate di emergenza sanitaria su base regionale (nel 2003). In Sicilia, per restare nel sud Italia, ? di questi mesi una ?implementazione? del servizio, giudicato carente dopo una prima fase di attuazione delle linee di indirizzo regionali. Il dato con cui le Regioni si scontrano lungo tutto lo Stivale sono le poste di bilancio, ovviamente: da una parte le richieste delle Asl, dei sindacati, degli operatori di nuovi stanziamenti, di ulteriori risorse da investire nel primo intervento, dall?altro le cifre scritte con l?inchiostro rosso del passivo con cui i manager delle aziende ospedaliere pubbliche un po? ovunque devono armeggiare. Cos? succede che in grossi centri urbani il coordinamento del servizio 118 pu? contare al massimo su una decina di ambulanze o poco pi?. Cifre che si commentano da sole. Supera i venti mezzi a disposizione solo Milano con 28 autoambulanze e una automedica, seguita da Napoli con 16. Sono solo 12 a Palermo, anche se come detto il numero godr? di qualche ritocco verso l'alto nei prossimi mesi. Fanalini di coda Bari, con sole 7 postazioni nella citt? per altrettante ambulanze, e Torino che incredibilmente pu? contare su appena 5 mezzi medicalizzati (cio? con medico a bordo). Sono numeri che vengono stabiliti dopo la parametrazione di variabili quali il numero di abitanti inclusi nel territorio di riferimento. Ma tanto non basta. Si tiene conto anche della ?dislocazione logistica dell?abitato?, di quanto ? esteso il territorio cittadino, di quali sono le condizioni di viabilit? e traffico. E se gi? considerando il solo dato della popolazione quelle disponibilit? di mezzi apparirebbero sottostimate rispetto alle necessit?, tanto pi? lo sembrano se si considerano centri urbani nevralgici come Napoli e Bari per esempio, che sono assediati dal traffico soprattutto nelle ore diurne, e non servono grandi manager per intuirne l?inadeguatezza. E non ? difficile immaginare che ogni ?chiamata evasa? ? solo un caso di malasanit? scampato.
[da Libero]
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