Giunta pugliese, Emiliano a Vendola: si deciderà di volta in volta
"Un presidente di Regione, così come un sindaco, ha due possibilità: decidere la composizione della giunta autonomamente oppure deciderla dopo aver consultato i partiti. Visto che Vendola ha optato per questa seconda possibilità, se non c'è accordo preventivo su giunta e programma, vorrà dire che si governerà decidendo volta per volta". Il presidente regionale del Partito democratico, Michele Emiliano, è uscito scuro in volto dalla riunione dell'Ufficio politico che si è tenuta nel pomeriggio per decidere il comportamento da adottare nei confronti del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, alla vigilia del varo della giunta, e fermandosi con i giornalisti a margine della conferenza stampa – come suo solito – non l'ha mandata a dire.
Il segretario regionale del partito, Sergio Blasi, pur ricordando che "il sistema elettorale mette nelle mani del presidente alcune prerogative, quale appunto è la nomina della giunta", ha sottolineato che "il Pd prende atto" delle indiscrezioni sui nomi dei componenti del futuro organismo, "non condividendo però il metodo adottato da Vendola". Segretario e presidente hanno rimarcato l'eccessivo ricorso alla nomina di "assessori esterni", cioè individuati al di fuori del Consiglio regionale (possibilità prevista dallo Statuto, ma finanziariamente più onerosa): "In un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando – ha detto Blasi – sarebbe opportuno dare segnali di sobrietà. Aldilà di qualche competenza particolarmente (di assessori tecnici, ndr) apprezzata nella passata legislatura, preferiremmo che ci si attenesse al criterio di nomine interne al Consiglio".
A chi ha fatto notare che nella giunta in carica gli assessori tecnici sono più numerosi di quanti saranno nella prossima compagine di governo se saranno confermate le indiscrezioni di stampa (sette attuali contro i sei che saranno nominati nelle prossime ore), Emiliano ha replicato: "La giunta in carica è il frutto di un rimpasto dovuto a una situazione di emergenza che andava fronteggiata (il riferimento è alle inchieste della Procura di Bari sulla sanità, ndr), per cui in quella circostanza il ricorso agli assessori esterni era plausibile, pur di fare presto". E comunque – ha detto il sindaco di Bari – "il partito nella persona del suo segretario, che ero io, in quella circostanza era stato consultato. Oggi non crediamo che tra i soggetti indicati da Vendola ci siano portatori di una competenza tale da non essere fungibile con le competenze dei consiglieri eletti, a parte i casi degli assessori uscenti Angela Barbanente e Tommaso Fiore". "A breve costituiremo un ufficio per il programma – ha aggiunto Blasi – per individuare le priorità del Partito democratico nella valorizzazione delle potenzialità di questa regione e subito dopo incontreremo il presidente per sottoporgliele".
Rispondendo al VELINO, il segretario ha fatto sapere che durante l'incontro con Vendola che si svolgerà in serata, il partito valuterà "se ci sono margini per intervenire sulle scelte eventualmente già fatte dal presidente". "Tuttavia – ha spiegato Emiliano – noi non faremo l'errore di farci confinare nel ruolo di chi bussa alla porta per chiedere assessorati: non ci riuscirà. I nomi di questa giunta sono espressione della sua gente e delle sue idee, per cui Vendola si assumerà tutte le responsabilità".
Ultimo accenno alla nomina a vicepresidente della giunta per Marida Dentamaro, ex Udeur, oggi Pd: stando alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, il nome sarebbe stato fatto a Vendola dall'ex premier, Massimo D'Alema: "Non c'è stata alcuna trattativa con il partito a Bari – ha chiosato Emiliano – e non mi risulta che ci sia stata alcuna trattativa con il partito romano, il che peraltro sarebbe incredibile, oltre che incongruo".
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