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Il fratello del pm anti-Silvio è stato promosso da Tedesco

Pubblicato su da Antonio

Il pm Giuseppe ScelsiForse il sostituto procuratore di Bari, Giuseppe Scelsi, avrebbe preferito che suo fratello Michele fosse figlio unico, come quel film di Lucchetti. Perché non è un'esperienza esaltante indagare sui guasti della sanità pugliese e imbattersi nelle intercettazioni del principale indagato, l'allora assessore regionale Alberto Tedesco, che parla di lui e con lui, che discute della opportunità di nominare il fratello del magistrato a primario del Servizio immunotrasfusionale dell'ospedale "San Paolo". È Tedesco che nel 2006 porta in Consiglio una legge per istituire il Coordinamento regionale delle attività trasfusionali e al vertice nomina Michele e gli fa gestire i fondi per la raccolta del sangue, la sensibilizzazione alla donazione, un budget di diversi milioni ogni anno. Poi c'è la Commissione tecnico-scientifica, della quale hanno fatto parte l'assessore e il responsabile del Crat, lavorano gomito a gomito. E ancora: Tedesco delega Scelsi (il medico) a rappresentare la Puglia nella Consulta tecnica permanente istituita presso il Ministero della Salute.

Il rapporto è consolidato. E se il dottore non è mai entrato, e neppure è stato sfiorato dalle indagini, certo le cose per il pm si fanno complicate se interroghi un Gianpaolo Tarantini in vena di confessioni e ti elenca le malefatte (a suo dire) dell'allora assessore, il sistema pervasivo messo in piedi dal re delle protesi: due gip, Giulia Romanazzi e Jolanda Carrieri, si sono dovute astenere perché amiche di Gianpi e regolarmente ospiti delle sue feste mondanissime.

Non è un caso se tra i primi provvedimenti che Antonio Laudati prende una volta insediato a capo della Procura due anni fa c'è l'affiancamento di Scelsi (il pm) con altri due colleghi e relativo obbligo delle tre firme su ogni atto di indagine. Nasce da lì il dissapore tra procuratore e sostituto, uno scontro sfociato in «lettere infuocate» al limite del sostenibile, fino alla decisione del secondo di chiedere il trasferimento (ed è il terzo pm barese che decide di cambiare mestiere nell'ultimo anno).

Su Laudati il Csm ha aperto un procedimento disciplinare per la lettera di un corvo in cui si ipotizza niente meno che un «patto corruttivo» con il governatore Vendola. Ma per il procuratore parlano gli atti del suo ufficio, che finora hanno resistito al vaglio dei giudici. È di ieri la notizia che per Tedesco c'è l'esigenza della custodia cautelare (anche se ai domiciliari anziché in carcere come chiesto dalla Procura): secondo il tribunale l'esponente pd può reiterare i reati di corruzione, concussione e turbativa d'asta, malgrado non sia più assessore, ma sieda comodo sugli scranni del Senato.

© Libero del 21 aprile 2011 www.antoniocantoro.it

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