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Unifil, questione di vocali

Pubblicato su da Antonio

L'Italia parteciperà alla missione Onu. Perché è una missione Onu, e questo per il nostro governo e la sua instabile maggioranza significa garanzia di qualità. Vabbè. L'Italia ci sarà tutto malgrado. Malgrado quelle che Prodi definisce questioni secondarie, "dettagli" egli dice, restino ancora aperte. Eccone alcune. 1. I due rapiti israeliani restano nelle mani dei rapitori, come se si fosse ancora al primo atto di questa crisi e nulla fosse intervenuto. 2. La risoluzione 1701 delle Nazioni Unite per quanto chiara finge di non aver compreso cosa c'è in campo. Parla di disarmo di Hezbollah lasciando intendere che dovrà avvenire motu proprio libanese, malgrado i vertici del diciamo così partito terrorista, e di quel Paese abbiano definito la richiesta Onu letteralmente "vergognosa" rivendicando a Hezbollah il merito di essere gli unici in grado di annientare Israele. Dovranno essere i Caschi blu a disarmare? D'alema dice no. Verdi e rossi gli fanno eco. 3. Si chiedono regole di ingaggio chiare. Lo saranno. Con queste premesse, l'Onu potrà mai dire: "se vi trovate in mezzo a due fuochi, o anche a uno solo, non difendetevi sparando"? Evidente che no. E' poco probabile che i ranghi ufficiali di Hezbollah daranno ordine di aprire il fuoco contro i militari Unifil. Non lo faranno loro, ci potrà essere qualcun altro che se ne incaricherà. Del resto, se la situazione fosse piana non servirebbe un contingente terzo per tenere buoni i contendenti. Insomma l'ipocrisia si spreca. 4. La Francia assumerà il comando della missione malgrado si limiterà a mandare appena duecento uomini. La Germania, soldati non ci pensa neppure a mandarne, se non i marinai imbarcati su alcune navi che s'è detta disponibile a inviare e a tenere alla fonda, ben al largo dalla terra ferma. L'Italia della coalizione pacifista pacifistissima ne invierà oltre 3.000, di militari. Al posto della maglia della salute, Russo Spena li avvolgerà col drappo arcobaleno, e buon viaggio. 5. Se i Caschi blu non potranno attivamente intervenire per disarmare Hezbollah (allora cos'andranno a fare?), dovranno limitarsi a fare da cuscinetto. Col risultato di impedire a Israele di difendersi da chi l'assedia e ne vuole dichiaratamente l'annientamento. E col risultato di fatto, di proteggere i piani di Hezbollah, libero di ristorarsi, rifornirsi dagli amici siriani, riarmarsi. Dietro quel cuscino blu. 6. Prima che Unifil assuma pure i colori ufficiali del tricolore, si consumerà in Italia l'ennesima pantomima che questa legislatura ci regala già dopo poche settimane di insediamento. Tralasciando quello che è facile prevedere succederà a sinistra, resta la Casa delle libertà. E quello che ormai sembra chiaro sia il modo con cui intende il ruolo cui l'incerto risultato elettorale l'ha relegata. Sembra, il centrodestra infatti, preso da una fregola patologica per cui piuttosto che impegnarsi per opporre la propria firma in calce agli atti promossi da Prodi e dai Prodini, ci sia una rincorsa a dimostrare di saperla apporre, quella firma. Appare certo così che ancora una volta - anche qui, l'ennesima di questa legislatura - gli uomini del centrodestra faranno di tutto per perdere l'occasione di mostrare al Paese che bluff sia il centro-sinistra al governo. Sottovalutando la portata del compito all'incontrario che hanno. Ingannati forse dal fatto che tra opporre e apporre sia solo questione di un'unica vocale.

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