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Morti sospette, 17 indagati. Controlli in 47 ospedali

Pubblicato su da Antonio

Le indagini si sono concluse, le responsabilità sono chiare». Scandisce due frasi il generale del Nas, Saverio Cotticelli, comandante dei carabinieri per la tutela della salute, e dà il senso allo stato di avanzamento dell’inchiesta che la Procura della Repubblica a Taranto e in altre città d’Italia ha aperto a seguito delle otto morti sospette avvenute nell’ospedale di Castellaneta in soli quindici giorni. Ad almeno due pazienti sarebbe stato inalato protossido di azoto anziché ossigeno per uno scambio tra le condotte che portano i gas medicali nell’Unità di terapia intensiva coronarica. Ieri, come annunciato, sono state notificate le informazioni di garanzia a diciassette persone coinvolte a vario titolo nella vicenda: tre medici tra cui il primario del reparto, Antonio Scarcia, e il direttore sanitario, Cosimo Turi; i vertici degli uffici tecnici della Asl e i progettisti dell’ospedale oltre ai componenti della commissione regionale di collaudo, e gli amministratori delle società Ossitalia e Givas che realizzarono rispettivamente l’impianto e i lavori nel nosocomio ionico. Ma i Nas si sono occupati anche di effettuare controlli su impianti di gas medicali installati dalla ditta di Bitonto in 47 strutture sanitarie in sette regioni del Sud Italia: controlli che non hanno rilevato alcuna anomalia nella erogazione dei gas. Proprio questa circostanza è servita all’avvocato Giovanni Capaldi per ribadire l’estraneità di Ossitalia a ogni responsabilità: «il 12 ottobre 2005, tre anni dopo la posa in opera dell’impianto, la ditta comunicò di aver saputo di modifiche effettuate da terzi che ne avevano alterato le caratteristiche e suggerì alla direzione sanitaria di verificare nuovamente le prestazioni delle apparecchiature». Cosa che, stando a quanto trapelato ieri dagli inquirenti, gli uffici tecnici non avrebbero fatto: la commissione interna di collaudo a febbraio di quest’anno si sarebbe limitata a raccogliere le certificazioni che le varie ditte hanno rilasciato nel corso degli anni, dei 35 anni occorsi per i lavori di costruzione dell’ospedale. Non tenendo conto della segnalazione della società bitontina. «Si concentra su questo punto», insomma, il «nodo dell’intera vicenda – secondo il comandante del Nas – e l’inchiesta che è stata condotta ed è allo stato coperta da segreto investigativo, ha chiarito esattamente cosa sia successo». Novità sono attese sul fronte politico-amministrativo. Il presidente della Puglia, Nichi Vendola, comunicherà al Consiglio regionale convocato in via straordinaria per questa mattina gli esiti del lavoro della commissione di inchiesta interna. In questa sede potrebbe rendere noto se intende sospendere cautelativamente coloro che sono stati raggiunti da informazioni di garanzia così come aveva annunciato all’indomani della morte di Cosima Ancona, la anziana cardiopatica dal cui decesso sono partite le indagini. Se il direttore sanitario mette in campana il governatore e gli fa sapere che «sospendere il personale medico non è nel potere della Regione e contravverrebbe alle norme contrattuali», il centrodestra annuncia battaglia chiedendo le dimissioni del direttore generale della Asl, Marco Urago, mentre i deputati pugliesi di Forza Italia scrivono al ministro della Salute, Livia Turco: l’apertura di quel reparto – è il senso di una interrogazione parlamentare cui l’esponente diessina potrebbe rispondere già la prossima settimana – sarebbe stata «affrettata dai servizi giornalistici di ‘Striscia la notizia’ e dalla imminenza delle elezioni amministrative nel Comune di Castellaneta». Oggi, intanto, sono previste le autopsie sui cadaveri delle due ultime vittime, quelle i cui corpi non sono stati ancora tumulati. Gli altri sei – ha confermato il procuratore della Repubblica, Aldo Petrucci – saranno esumati.

© Libero del 9 maggio 2007

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