Overblog Tutti i blog Blog migliori Marketing e social media
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

«Ragazzino difficile». Comunione negata

Pubblicato su da Antonio

«A te l’ostia non la do, torna al posto: e vieni in sacrestia dopo la Messa ché parliamo». Il brusio copre due parole biascicate del ragazzino che brontola e esce dalla piccola chiesa del Settecento, nella zona vecchia di un paese dell’entroterra barese. Il parroco è un prete di provincia, anziano, all’antica. Sabino, lo chiameremo così, è un adolescente dai modi un po’ effeminati – dice la cronaca di un quotidiano locale – e la notizia della Comunione negata a un ragazzo gay fa il giro della regione. Cosmo Francesco Ruppi, presidente della Conferenza episcopale pugliese, parla di «un errore, ma – aggiunge prudentemente – bisognerebbe conoscere il caso per poter giudicare». 

In un momento in cui la Chiesa è al centro delle polemiche anche per alcuni casi di preti pedofili portati in video da “Anno zero” di Michele Santoro, manca solo un caso di «discriminazione sessuale». Il vescovo di Bari, Francesco Cacucci, da poco nominato alla presidenza della commissione Cultura della Cei, è all’estero. Per lui parla un sacerdote dell’entourage. Rispedendo al mittente l’accusa: «Qualcuno forse dimentica che è stato a Bari che un omosessuale dichiarato come il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha preso la Comunione proprio durante il primo viaggio apostolico del papa a Bari, un mese dopo la sua elezione, due anni fa. È ridicolo solo pensarlo che un prete di questa diocesi abbia rifiutato l’ostia per questo». 

«La Comunione non si nega indipendentemente dal motivo», dice un prete di frontiera, che con il disagio dei bambini nei quartieri a rischio ha tutti giorni a che fare. «Conosco quel sacerdote – continua – ha i modi un po’ bruschi ma sono certo della sua buona fede. No, io non l’avrei fatto: non foss’altro che per lo scherno dei suoi amichetti che erano lì con lui. Non si aiuta un ragazzo a superare le sue difficoltà se si contribuisce a farlo sentire diverso, estromesso perfino dalla partecipazione all’eucarestia». 

Domenica, il sacerdote ‘incriminato’ ha affidato a un passaggio dell’omelia la sua difesa indiretta: «Amare non vuol dire far fare ai nostri figli ciò vogliono – dice parlando ai genitori dei bambini che fanno la prima Comunione – A volte significa anche andare controcorrente». 

Poche ore dopo la Curia scrive ai giornali la replica ufficiale: «La sfera sessuale non c’entra – afferma don Vito Marotta, responsabile dell’ufficio Comunicazioni sociali – si tratta di un delicato problema di disagio già seguito dai servizi sociali con un progetto educativo». «La Chiesa – conclude – non ha mai discriminato nessuno, tanto più non può farlo con un minore che ha sempre trovato e troverà nei sacerdoti comprensione paterna». E a Libero aggiunge: «Il parroco ha spiegato a quel ragazzo il motivo del suo rifiuto: in chiesa si entra vestiti con decoro, non è un self-service. Facciamo educazione e proprio per questo strumentalizzare in polemiche un gesto di amore non rende giustizia a chi lavora sodo in realtà difficili». «Ma forse – commenta a mezza voce il collaboratore del vescovo – la Comunione non andava negata proprio per poter spiegare a quel ragazzo che Gesù gli vuole bene e non lo lascia solo». 

© Puglia d’oggi del 4 giugno 2007

Commenta il post