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Avviso ai naviganti: non è lui il redentore

Pubblicato su da Antonio

Siamo a cavallo nel 1600. In Francia salirà negli anni Quaranta tale Re Sole. Dicunt che entrato in Parlamento in tenuta da caccia, frustino nella mano, Luigi, appena diciassettenne, avrebbe risposto al presidente che gli parlava di interesse dello Stato: «L’état c’est moi», lo Stato sono io. Per Bari, quello appena trascorso è stato un week-end al calor bianco. Il Corriere del Mezzogiorno, sotto la guida della appena “promossa” vicedirettore, Maddalena Tulanti, l’ha sparata: La Procura: «Emiliano chiese i voti al clan Montani». Ci fosse stata una nuvola, si sarebbe squarciata in due come successe a un certo velo del tempio un paio di millenni fa. E invece. Invece il cielo era terso. Il sindaco di Bari, che notoriamente il sabato tiene cheffàre al Comune, manco a dire che se n’era andato in barca tra le isole croate. Convoca una conferenza stampa e reagisce a uso suo. Cioè sopra le righe. Cioè prendendosela con quel giornale (che ora farà inquisire per lesa maestà). Cioè dicendo: è l’attacco vile di chi vuol dare una idea di Bari come di una «città irredimibile». Tulanti, Logroscino e Balenzano, facendo quel titolo e scrivendo i pezzi di quella pagina avrebbero inteso dare del capoluogo pugliese l’immagine di una città che non si può redimere: ovvero (attingendo al vocabolario) «sottrarre a uno stato di abbrutimento morale» o, con un linguaggio più propriamente religioso, «sottrarre a una condizione di peccato». Attacchi Emiliano, attacchi Bari: Bari c’est moi. Chi sta redimendo la città, chi sta vincendo il peccato e sta ridonando la vita (eterna?) alla città è il redentore di Casa nostra, al secolo Michi Emiliano. [Notare bene: dopo la ‘c’ maiuscola c’è una ‘a’, non è un refuso al posto della ‘o’]. La domanda che ci viene da fare è la seguente. Possibile che non ci sia nessuno che gli assesta due buffetti sul faccione quasi a volerlo rianimare, a volere farlo riprendere? È vero, l’uomo è imponente nella stazza, sportivo fin da giovinetto, incute un certo qual timore. Ma suvvia, mettiamoci in quindici, uno prende la rincorsa e pamm-pamm, uno-due, due colpetti e poi scappiamo. Al momento ne mancano quattordici per fare quindici. Né possiamo chiederlo a Maddalena, Adriana e Angela, andiamo! Nelle pagine che seguono, pubblichiamo un estratto del testo della richiesta che il pm antimafia ha fatto al gip: quello in cui si parla di Emiliano, spieghiamo come la pensiamo, la rava e la fava. Dopodoché la pratica sta nelle mani di legulei e toghe varie, più o meno coscienziose. Lo sconforto vero è nel dover ancora una volta constatare che sembra esserci un gioco al ribasso da parte di (quasi?) tutti gli esponenti del centrodestra cittadino, provinciale, regionale, mondiale: quasi che non si voglia disturbare il manovratore. Quasi che si stia provando ad andare a perdere, quando rivoteremo. A proposito. 1) Dal momento che non è vero che è lui il redentore di Bari, si rivoterà. 2) A noi e forse non solo a noi in questa città, l’idea di un’altra consigliatura con lui sindaco non va. 3) Se siete arrivati generosamente in fondo a questo pezzo e siete esponenti del centrodestra di cui sopra, anziché pensare a un colpo di sole (nostro), rispondete. 4) Il direttore del giornale mentre scriviamo è a 1.200 chilometri da questa tastiera: fate finta che questa sia la lettera di un elettore appena appena incazzato. Rispondete almeno alla domanda: vi serve il voto di uno, anche se da qualche tempo è un po’ incazzato?

© Puglia d’oggi del 27 giugno 2007

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