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Svelato il bluff di Tps

Pubblicato su da Antonio

Il quotidiano economico Finanza e mercati ha titolato in prima pagina in modo eloquente, giovedì mattina: «L’agenda bollente di Via XX settembre», dove la via sta per la sede del ministero dell’Economia. Il riferimento è alla pesante eredità che Tommaso Padoa-Schioppa lascia al suo successore. E non solo per la partita Alitalia, ancora tutta da giocare e piena di incertezze, dopo le ultime mosse di Parigi, né per la complessa vicenda del rinvio delle assemblee delle società quotate partecipate dallo Stato, su cui aleggiano le minacce di azioni legali da parte degli investitori esteri. Lo snodo centrale dell'editoriale firmato da Guido Rivolta riguarda la finanza pubblica e sta tutto in una implicita ammissione contenuta nella Trimestrale di Cassa resa pubblica mercoledì scorso dal Tesoro: che cioè il tanto decantato risanamento operato da Tps si sia fondato essenzialmente sulla leva fiscale. E per questo è molto fragile: specie in una prospettiva di crescita per il 2008 dimezzata allo 0,6 per cento, secondo il Governo, o addirittura azzerata, come prevede Confindustria. La Trimestrale di cassa era attesa dagli uomini di Romano Prodi perché da essa si aspettavano milioni e milioni di tesoretti. Da questa sarebbero dipesi provvedimenti a beneficio degli italiani. L’attesa è naufragata miseramente. «L’aumento della pressione fiscale dal 40,5 per cento al 43,3 del 2007 – scrive Rivolta, precisando come questo passaggio di Tps smentisca Vincenzo Visco nella sua polemica con l'Istat – spiega ampiamente sia la riduzione di 2,5 punti (a 104) del rapporto debito-pil, sia la ricostituzione di un avanzo primario del 3, 1 per cento». Il punto è in ciò che un risanamento fatto di tasse è fragile perché una frenata del prodotto interno lordo tende a far cadere le entrate: così nella Trimestrale il secco taglio della crescita provoca una revisione al rialzo (dal 2,2 al 2,4 per cento) del rapporto deficit-pil. A corollario di questo argomento, Rivolta riporta l’andamento delle aste dei Btp decennali italiani e i rendimenti offerti, puntando l'indice sull'aumento dello spread coi similari titoli di Stato tedeschi. La cronaca di quanto avvenuto martedì scorso dà pienamente credito a questo ragionamento. Infatti, nonostante lo spread Btp-Bund sia sceso da 64,5 a 61 punti base, l'asta dei Bot annuali è stata coperta solo in parte: una cosa che non avveniva dal 1999. E che testimonia la fuga degli investitori, specie del segmento retail, dai titoli di Stato italiani. Ma l’eredità di Tps non finisce qui. C'è anche la spada di Damocle dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici. E poi i conti della sanità splafonati di Regioni che andrebbero commissariate, come il Lazio e l’Abruzzo. Altro che tesoretti, insomma. Questa è la pesante pesantissima eredità che lasciano Prodi e Tps a chi governerà il Paese nella prossima legislatura. Forse è per questo che Silvio Berlusconi nella campagna elettorale che è in corso non se la sente di promettere «miracoli» da Italia del secondo dopoguerra, coem invece sfacciatamente fa Uolter Veltroni. Forse è per questo che governare il Paese nei prossimi cinque anni è avvertito dal Cavaliere più come il passo (faticosissimo) verso un riconoscimento il più ampio possibile della sua levatura da statista.

© Puglia d’oggi del 18 marzo 2008

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