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«Troppi divieti in spiaggia», i tedeschi non ci amano più

Pubblicato su da Antonio

ToplessCi risiamo con l?amore-odio tra Germania e Italia, tra turisti tedeschi e spiagge nostrane. Ieri ? tornato alla carica ?Bild?, il quotidiano germanico da 12 milioni di lettori. La tesi ?: gli italiani vogliono oscurarci il sole con mille divieti. Topless verboten (vietato), verboten pure far asciugare il costume appeso all?ombrellone, perfino bere birra ? verboten nei lidi italiani. Le cose non stanno proprio cos?, ma tant??. Questa la pagina. A sinistra una ragazzona teutonica in un topless grondante salute che vietarlo pi? che pazzia sarebbe un reato. Al centro un titolo su tre righe, in tricolore: ?Cos? gli italiani vogliono rovinarci le vacanze?. Poi l?articolo, scritto bianco su fondo nero. Traduciamo: ?Puntuali con l?inizio della stagione balneare gli italiani rovinano a noi vacanzieri tedeschi il piacere della spiaggia?. I divieti sarebbero contenuti in un catalogo di regole di una Associazione degli stabilimenti balneari. E riportano la frase di Riccardo Scarselli, ex presidente del Sindacato italiano balneari di Confcommercio (10mila stabilimenti associati): ?La cosa negativa ? che la gente si sente in diritto di fare tutto solo perch? ? in costume da bagno?. E gi? un elenco di ?verboten? per concludere che ?agli italiani con i loro spaghetti gli ? dato di volta il cervello?. ?? possibile cambiarsi solo nelle cabine; non ? possibile giocare a pallone sulla spiaggia; niente bibite alcoliche; bicchieri e bottiglie di vetro non sono consentiti in spiaggia; non ? consentito essere in topless sulla spiaggia; non ? permesso mangiare rumorosamente?. Le cose in realt? stanno diversamente, e lo precisa Riccardo Borgo che del Sib da febbraio ? il nuovo presidente. ?Abbiamo predisposto un decalogo, ? vero, ma di consigli non di divieti. Sono indicazioni per consentire ai bagnanti di godersi pi? piacevolmente la loro vacanza. Riassumiamo: si ricorda che i tre metri vicino alla battigia sono destinati al passaggio; si chiede di chiudere gli ombrelloni con vento forte e la bandiera gialla issata, di gettare i rifiuti nel cestino. Poi si suggerisce di usare gli apparecchi radio solo con le cuffie o a volume basso e avere la suoneria del telefonino al minimo; di non fare il bagno prima che siano trascorse almeno tre ore dall?ultimo pasto. E infine si chiede di giocare a palla o praticare altri giochi esclusivamente negli spazi allestiti appositamente. Niente di trascendentale, insomma: ?quando sulla spiaggia si trovano milioni di persone?, commenta Borgo, ?il rispetto di regole elementari e la buona educazione sono una condizione irrinunciabile?. Quello che il quotidiano Bild non sa ? che di divieti i litorali sono effettivamente pieni come dicono loro, ma sono divieti che vengono dal profluvio di ordinanze dei sindaci. A Capri, continuano a essere vietati gli zoccoli, per esempio, perch? fan troppo rumore. Mentre ad Alassio non si pu? girare in centro in bikini. E che dire del numero chiuso in vigore sulle spiagge di Liscia Ruja a Arzachena? Ma l? siamo in Costa Smeralda, e amen. Singolare il divieto della Capitaneria di porto palermitana per la spiaggia di Mondello: non si pu? usare la cabina ?come abitazione?. Mica ? un monolocale, e che caspita! Cos? come non si pu? accedere dalle 20 alle 8 all?Isola dei conigli di Lampedusa: si disturba il deposito delle uova delle tartarughe. Per non parlare delle numerose spiagge con accesso vietato per gli animali, anche se con museruola e guinzaglio. O di quella spiaggia di Eraclea, nel Veneziano, dove non ti fanno raccogliere conchiglie per portarle sotto l?ombrellone. Diciamolo sottovoce cos? il crucco non sente: che ad ogni granellino di sabbia c?? un divieto forse ? vero. Ma di birra e topless vietati, neppure l?ombra. Italiani un po? bacchettoni s?, proibizionisti pure. Ma scemi no, perbacco.

[da Libero]

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